trimestrale indipendente di cultura
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   Espressione della mia identità – Intervista a Dusha Photographer

Non amo creare l'immagine, non voglio set o pose, tutto deve seguire il proprio corso vitale senza mie interferenze. Una caratteristica che mi rappresenta e che da, forse, l'idea di ciò che faccio è il totale rifiuto di "studiare fotografia". Niente scuole, corsi o lezioni private. Con tutto il rispetto per i grandi artisti del passato comunque presi in considerazione. Agisco in modo personale e quasi istintivo.
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   Collage surreali – Intervista ad Alessandro Vitali

Seppure una certa predisposizione per le immagini credo di averla sviluppata fin dall’infanzia, una tappa importante del mio percorso artistico è iniziata circa dieci anni fa dallo studio del collage. Trovavo molto divertente tagliare sagome di carta colorata, incollarle su un supporto, tela o tavola, per comporre una figura, quasi sempre soggetto erotico, come fosse un puzzle.
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   L’estetica dello sguardo

Il sogno della cultura occidentale è da sempre quello di produrre immagini identiche alla realtà. Anche se l’immagine fotografica è finta il fruitore è indotto ad attribuirvi caratteristiche legate alla realtà. Vediamo il rappresentato e non il rappresentante. Il reale sembra la materia prima dell’immagine fotografica, come i colori per la pittura. La fotografia unisce il mondo dei segni a quello reale.
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   La poesia dell’immagine

Storicamente canonizzata tra le arti visive, la fotografia è una delle più alte e precise forme di ricerca della verosimiglianza. L’immagine è un linguaggio, una forma di scrittura priva di testo precipuamente conchiusa, realizzata con la luce. La fotografia intesa come lingua, come forma alla quale sono stati attribuiti diversi sensi codificati, non possiede ancora un codice universale.
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   Microcosmi cittadini – Intervista ad Andrea Pietrobon

Immortalo momenti, sensazioni, esperienze; per ricordare e documentare la vita e il mondo, le diverse culture; per portare lo spettatore nel luogo e nel momento in cui scatto pur non essendoci mai stato fisicamente. Tutti scattano foto, ma molte persone con la digitale in mano, che osservo quando sono in giro, non mi trasmettono passione. Nel mio caso la fotografia è ricerca.
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   Il black box e la poesia della ricerca

Densa come una poesia e altrettanto carica di segni, la fotografia racconta una storia tramite un’immagine. L’apparecchio fotografico è un “utensile” in grado di strappare oggetti dalla realtà e renderli culturali. Esso “informa”, in quanto carica un’immagine di significato, scegliendo gli elementi come fine per comunicare un concetto, un’impressione, uno stato d’animo.
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   Danza della dipendenza – Nan Goldin

…L’arte di oggi guarda intorno a sé. L’artista propone ciò che vede e rielabora quelle che sono le proprie chiavi di lettura del mondo, dell’esistenza. Esemplare, quasi maniacale, a tal proposito è la vita e l’arte di Nan Goldin. Fotografa e scrittrice, ha trattato della vita quotidiana, dall’amore, all’amicizia, dalla metà degli anni ’70 ad oggi, guardandosi semplicemente intorno.
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   Il cinema e la fotografia – Intervista a Marco Fracassa

Spiegaci l’importanza del Direttore della Fotografia. Che ruolo riveste? Beh, ovviamente un ruolo fondamentale, dietro ogni grande regista c’è un grande direttore della fotografia… Come dice il maestro Rotunno è facile per un regista scrivere un’alba “livida”, bisogna poi tradurre il pensiero in materia, e molto spesso non è facile.
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   Models – L’essere umano è un insieme vuoto

Qualcosa di fondamentale accade, allorché nacque l’immagine tecnica. L’esistenza subì una trasformazione strutturale radicale. Fotografia. Fotografia è un termine importante, capace di contenere concetti immensi. Il concetto dell’astratto, il concetto di immaginazione, di codifica, di fenomeni, di significati. Mi fermo qui.
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   Le controculture e la fotografia – Intervista a Claudia Pajewski

Siamo noi stessi riproducibili, dovremmo cercare di far pace con questo concetto. Un giorno una mia amica mi ha fatto notare che gli scolapasta prodotti dalle industrie basterebbero fino al prossimo millennio, ma continuano a produrne di nuovi ogni giorno; tanta gente non ha neanche l’acqua, figuriamoci la pasta…
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