Francesco Perilli e il Neutralismo

Francesco Perilli, pittore e scultore che vive a Nereto, in provincia di Teramo, è anche fondatore della corrente artistica denominata Neutral-ism. A proposito di tale corrente dice:

“La mia più recente produzione artistica che ho definito Neutral-ism vuole essere una nuova avanguardia artistica, critica e propositiva, nel panorama dell’arte contemporanea. Essa è sostenitrice di un pensiero neoumanistico, che in forme diverse è appartenente ad ogni diversità culturale e perciò neutralista.”

Francesco Perilli - "Simbolo monumentale del multiculturalismo"

Francesco Perilli – “Simbolo monumentale del multiculturalismo

L’ espressione artistica come alternativa alla categoria delle arti figurative

“Non parlerei di arti figurative, piuttosto di espressioni artistiche degli individui. Il problema è piuttosto stabilire cosa è un’espressione artistica e cosa non lo sarà mai. L’opera neutralista è un’icona universale che pone in dialogo la natura e la materia con la ragione e la spiritualità. Vi si cela il germe del neoumanesimo  sospeso tra opera e spettatore in attesa di un soffio vitale, al fine di riavviare alla vita un’arte diretta e calligrafa tendente a coniugare istinto e ragione insieme, a rappresentare le emozioni e i sentimenti nella loro autentica nudità, a stimolare nuove interrogazioni filosofiche sull’essere e sul divenire, per tentare di arginare la ormai incancrenita deriva dell’arte e del pensiero contemporaneo.”

Il passato compresente al futuro

“Credo che il pensiero neutralista sia ben più profondo della banalizzazione vichiana dei corsi e ricorsi storici. L’azzeramento del tempo e dello spazio, delle funzioni e proiezioni direzionali dei reperti di ogni forma di vita, di graffi, di intelligenze o di cose fossilizzate e contenute nell’icona neutralista, vive una stagione nuova. Questa forma espressiva ha l’ambizione di porre l’artista-archeologo al di sopra delle parti pur conservando tutte le caratteristiche della propria appartenenza cultural-spirituale; Il neutralista si pone quale osservatore, pensatore e rappresentatore imparziale dell’esistito, dell’esistente e dell’”esistibile”, divenendo esecutore “poliespressivo” e diretto delle proprie emozioni, pensieri e sensazioni, siano essi materiali o spirituali; ogni neutralista deve operare e pensare con obiettività e partecipazione emotiva, esso si esprime in maniera diretta e calligrafa in equilibrio tra il conscio e l’inconscio, immerso nelle riflessioni di complessità universalistiche e nelle profondità  dei misteri  e degli enigmi dell’esistere e del divenire. Egli opera e pensa in equilibrio tra il principio e la fine dei tempi: ispirato dalle mille e sacrosante diversità culturali viene illuminato dalle infinite e diversificate costellazioni dense di fiammelle spirituali.”

A proposito della Pop Art:

“La Pop Art è, secondo il mio modo di vedere, una grossolana congettura di intendere un’arte popolare rappresentativa della realtà vissuta nella società consumistica. A mio avviso tale equivoco artistico è basato sulla comunicazione di massa  posta quale fondamento logico: una banalità concettuale ed una mostruosità riflessiva del tutto finta e programmata, l’assorbimento e dissolvimento dell’immagine nella psicologia di massa. Pur considerando l’aspetto interessante di una forma di comunicazione diversa da quella artistica, va a mio avviso respinto ed espulso il magmatico contingente della pop art dalla grande famiglia della vera arte. Per arte s’intende l’abilità dell’autore a trasferire le proprie emozioni, i propri pensieri plasmando, graffiando e dipingendo la materia in maniera diretta e cesellata attraverso la sapienza del fare. Nulla di tutto ciò viene inquadrato nella Pop Art. Chiunque abbia uno spiccato senso di comunicazione può eseguire un’opera pop: le tecniche sono alla portata di tutti e l’abilità e il talento sono  inesistenti. Manca la parte emozionale ed umanistica dell’autore.”

Francesco Perilli

L’arte concettuale come “congelatore” di emozioni ed istinti:

“Il concetto presuppone un ragionamento che raffredda l’emozione congelando la parte istintuale ed umanistica. In questo processo  che conduce dall’intuizione al concetto, la ragione funge da anestetico e crea il vuoto tra l’umano ed il concettuale disumanizzante. Il pensiero neo-umanistico, invece, dà forma all’informe e logica alla casualità. Istinto e ragione in concerto, l’abilità e il talento dell’autore rendono concreta  attraverso la propria azione diretta e senza filtri la realizzazione magica di un’autentica opera d’arte.”

Le “Protesi tecniche” degli artisti moderni

“La “protesi” in arte è la barriera tecnica che in fase di realizzazione di un’opera d’arte si frappone tra l’opera e la componente istintuale, emotiva e sensibile dell’autore. In buona sostanza più la barriera tecnica tende ad isolare l’autore dall’opera in senso fisico e dalla sensibilità nel processo di realizzazione di un’opera, meno quel risultato potrà considerarsi un’opera d’ arte autentica.”

La “Morte dell’arte”, evoluzione o variabile necessaria?

“In un’ intervista presi a prestito le considerazioni catastrofiste di Hegel per ricalcare la drammaticità e il totale disorientamento e stato confusionale vissuto oggi dal mondo dell’arte e del pensiero contemporaneo.Non esiste nessuna necessità di variabile nell’arte, poiché essa è congenita alla creazione, mentre l’evoluzione è importante… ma è poi tale?”